Finalmente, dopo molti anni di sollecitazioni, quesiti ed incontri con i vari Funzionari che si sono avvicendati nel tempo, l’Amministrazione Doganale ha annunciato, nel corso di un “open hearing” on-line tenutosi ieri, 19 maggio, importanti novità riguardanti i regimi doganali applicabili alle unità da diporto, private, battenti bandiera extra-UE, sottoposte a lavori di riparazione, manutenzione e refitting presso cantieri navali italiani.
II provvedimento, in corso di emanazione, estende ed amplia la tipologia di lavori consentiti durante il regime di Ammissione Temporanea (AT) delle suddette unità che, fino ad oggi, erano consentiti solo vincolando gli yacht al regime di Perfezionamento Attivo (TPA) con relativo obbligo di presentazione della garanzia per l’ammontare dell’IVA gravante sul valore della nave.
Le nuove procedure saranno, per quanto concerne il regime AT, estremamente semplificate e non sarà più necessario presentare la garanzia fidejussoria.
II regime TPA rimarrà, tuttavia, obbligatorio per quelle lavorazioni “sostanziali” che non possono rientrare nell’elenco delle lavorazioni previste per il regime AT. Comunque, anche in questa seconda ipotesi, sono previste importanti novità circa la possibilità di ridurre l’importo della garanzia per quei soggetti ritenuti “affidabili” dall’Amministrazione Doganale ed in possesso di certificazione AEO.
Non ci resta che attendere l’emanazione del provvedimento da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonché dei necessari adeguamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate per quanto concerne il regime di non imponibilità per le suddette lavorazioni.
Questa agenzia rimane a completa disposizione per gli ulteriori chiarimenti che saranno, indubbiamente, necessari.